Una bella storia con Cyber Lex

Mesi addietro un mio caro collaboratore (del quale vi riferirò soltanto il nome: Edoardo, per gli amici “Edo”) si era accorto di essere perseguitato da un “haters”, ovvero da un conoscente che, dietro l’anonimato di Internet, scrive in pubblico contenuti offensivi nei confronti di una persona. Addirittura, questo “hater” aveva sviluppato alcuni blog a nome del mio collaboratore, inserendo una serie di pagine web nelle quali si scriveva che lui fosse un truffatore, un poco di buono ed una “persona dalla quale stare alla larga!”. Santo Cielo! Fu per caso che Edo su Google digitò il proprio nome. Aveva visto in tv un servizio su un famoso social network dove gli utenti segnalavo i nomi delle persone “sexy” delle loro località. Pensava che il suo nome fosse presente su qualche sito di dating. Digitò su Google il proprio nome e si accorse di tutto. Una catastrofe! Quante persone abbiano cercato il nome di Edo, che di lavoro fa il consulente nel mondo dello spettacolo, e trovato questi contenuti diffamatori presenti su Google, non lo sappiamo. Di certo Edo sa che il suo nome nella piazza di Roma “gira” nel mondo delle consulenze per il cinema e per la televisione, e si chiede come potesse cancellare quei Risultati di Ricerca Google. Allora si rivolge a me: che sono un blogger, so sviluppare un sito web, ma non so niente di Google e di azioni legali contro i siti Internet.

Avevo sentito qualcosa in merito al Diritto all’Oblio. Cerco su Google, mando alcune segnalazioni via email, ricevo alcune risposte. Non mi convincono. Faccio altri tentativi su Google. Trovo un numero di telefono e il nome di una organizzazione italiana denominata Cyber Lex: dicono che mi mettono a disposizione un avvocato e un consulente tecnico per la risoluzione del problema. Gli avvocati di Cyber Lex prendono visione dei contenuti pubblicati su Internet contro Edo: mi spiegano che agli occhi della Legge italiana potrebbe configurarsi un reato di diffamazione, ma che per cancellare i Risultati di Ricerca Google vanno denunciate le violazioni delle norme di servizio e delle norme delle community presso i rispettivi provider web. Capiscono cosa intendono dire: ad esempio, per cancellare un commento da Youtube, occorre studiarsi le norme della community di Youtube e segnalare a Youtube la specifica violazione da parte dell’utente che ha pubblicato quel commento, altrimenti Youtube non rimuove niente.

Ci vuole uno specialista. Gli avvocati di Cyber Lex producono un elenco di “URL” (la “URL” è l’indirizzo della pagina web che ospita il contenuto) e lo analizzano, uno ad uno. L’ Hater (a questo punto non chiamiamolo “diffamatore”) ne ha scritte di cotte e di crude, e ne ha inventate di sana pianta! Da Cyber Lex mi fanno capire che va tutto dimostrato: se scrivi su Google che Edo è un rapinatore di banche, e chiedi di rimuovere le pagine che contengono queste informazioni, devi dimostrare che le informazioni sono false, altrimenti Google o chi per lui non rimuove niente. La storia è finita così: Cyber Lex è stata bravissima nel rimuovere i Risultati di Ricerca (tanto hanno detto, e tanto hanno fatto), Edo non ha avuto modo, però, di risalire a chi aveva pubblicato queste pagine web su Internet. L’Avvocato Domenico Bianculli, tramite Cyber Lex, gli aveva spiegato che Google non fornisce gli indirizzi IP degli utenti che pubblicano i contenuti sui siti Internet, che quelle informazioni riservate vengono registrate sui server che ospitano i siti web e che bisognerebbe fare una azione legale importante per avere qualche possibilità di ottenere un buon risultato. Contro chi? Edo non lo ha mai saputo. Ha sempre pensato che una qualche cliente delusa del suo comportamento professionale se la fosse presa a tal punto da “svalvolare” e mettersi a scrivere scemenze su Google. Per fortuna si è rivolto a Cyber Lex, che gli ha risolto il problema, ma per quanto riguarda l’identità dell’haters (o “la haters”) è convinto che non se ne verrà mai a capo, e che resterà un grande mistero, un episodio sfortunato, che forse non si ripeterà mai più. Ne sono convinto anche io: le pagine rimosse da Google erano datate 2010 e forse quella “hater” non esiste più, o non ha più interesse a dire la sua Internet.